Capoeira


La capoeira è una lotta brasiliana di origine africana caratterizzata da elementi espressivi come la musica e l'armonia dei movimenti. La storia delle origini della capoeira è molto complessa e difficile da tracciare in maniera precisa; di certo sappiamo che trae le sue origini dalla mescolanza di rituali di lotta e danza di alcune tribù africane già colonie dei portoghesi, catturate e fatte schiave in massa per essere deportati in Brasile. Gli schiavi venivano sfruttati nelle piantagioni per molte ore al giorno, ritirandosi poi nelle Sem-Alas, grandi e miseri dormitori sotterranei, vivendo in condizioni pessime. Con le ingerenze olandesi nelle colonie portoghesi in Brasile gli schiavi approfittarono degli scontri per darsi alla fuga. Alcuni si organizzarono in comunità indipendenti, nei villaggi detti quilombos. Questo periodo fu sicuramente un catalizzatore dello sviluppo della capoeira. Uno di questi villaggi, Palmares, è assurto a simbolo della lotta degli schiavi contro i loro carnefici. I primi documenti che parlano di capoeira risalgono al 1624, si tratta di diari dei capi di spedizione incaricati di catturare e riportare indietro gli schiavi neri che tentavano di scappare. Questi documenti fanno riferimento ad uno strano modo di combattere, "usando calci e testate come fossero veri animali indomabili". Il mito diffuso è che la capoeira fosse un modo per gli schiavi di allenarsi a combattere dissimulando, agli occhi dei carcerieri, la lotta con la danza. Dal 1814 venne vietata agli schiavi, assieme ad altre forme di espressione culturale. Successivamente alla liberazione della schiavitù, la capoeira fu presto associata alla delinquenza di strada, tanto da venire proibita a livello nazionale. Nel 1930 la politica del presidente/dittatore Getúlio Vargas, in cerca di uno sport da promuovere come sport nazionale, dette l'opportunità di riscattare la capoeira. A seguito di pubbliche esibizioni, la capoeira cominciò la sua lenta ascesa. Nel 1974 la capoeira è stata riconosciuta come sport nazionale brasiliano.